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Fenomeno di Raynaud: come e perché si manifesta, e cosa l'onicotecnica può fare per aiutare la cliente che ne è soggetta.

Mali Estremi

Il corpo umano è una macchina altamente reattiva: quando fa caldo, suda; quando fa freddo, ha i brividi; quando si sente minacciato rilascia l’ormone adrenalina, che manda su di giri il sistema circolatorio e quello nervoso. Anche se queste risposte sono alquanti prevedibili, non tutti i corpi funzionano allo stesso modo: alcuni, infatti, reagiscono agli stimoli interni o esterni in modo a dir poco esagerato. È questo il caso del fenomeno (o "sindrome") di Raynaud, una particolare condizione che ogni onicotecnica dovrebbe conoscere.

Il fenomeno di Raynaud colpisce soprattutto le dita di mani e piedi, che diventano bianche o blu, gonfie, insensibili e formicolanti come reazione ad alcuni fattori scatenanti quali le basse temperature o lo stress. Sebbene la condizione non sia invalidante, gli attacchi possono essere accompagnati da un dolore anche molto acuto, tanto che spesso chi ne soffre si trova costretto a dover modificare il proprio stile di vita per mitigarne gli effetti.
Per un’onicotecnica, quindi, è molto importante capire quando una cliente presenta i sintomi di questo disturbo, così da sapere cosa fare e cosa non fare per mettere la cliente a proprio agio durante il servizio.

IL MISTERO DI RAYNAUD
Il fenomeno di Raynaud, identificato per la prima volta dal medico francese Maurice Raynaud a metà del 1800, viene solitamente diviso in due categorie: “primario”, ovvero non associato a condizioni patologiche preesistenti, e “secondario”, quando cioè la comparsa del fenomeno è una prima avvisaglia di una malattia autoimmune in corso. La maggior parte dei casi di Raynaud è del tipo primario, che è anche quello che un’onicotecnica vede più spesso in salone.
Fisiologicamente parlando, un attacco di Raynaud non è altro che un drastico tentativo del corpo di autoproteggersi da uno stimolo troppo intenso: sentendosi minacciato dal freddo estremo - o da una situazione di stress -, il corpo ordina ai capillari venosi di mani e piedi di chiudersi, in modo da proteggere gli organi vitali inviando loro maggiori quantità di sangue. Nelle persone che non soffrono di Raynaud, una reazione del genere ha luogo con temperature abbondantemente inferiori allo zero, o con una pistola puntata alla tempia; per chi ne soffre, invece, il cambiamento di colore e i malesseri si manifestano già a 15-20 °C o dopo una brutta giornata di lavoro.

ALL'ATTACCO!
Il fenomeno di Raynaud non è una condizione molto conosciuta, non è una malattia mortale e solo raramente diventa debilitante: ecco perché la maggior parte delle volte non viene neanche diagnosticata. Chiunque noti i sintomi del fenomeno di Raynaud dovrebbe consultare il proprio medico per accertamenti, perché le complicazioni, anche se molto rare, possono essere gravi. Tra queste troviamo ulcere alle dita, danni permanenti ai capillari venosi e, nei casi più estremi, la cancrena o la perdita del dito colpito.
Benché non esistano medicinali specifici per prevenire o arrestare un attacco di Raynaud, è stato clinicamente dimostrato come alcuni calcio-antagonisti aiutino a diminuire la severità delle manifestazioni; inoltre, antibiotici topici e gel, pomate o cerotti a base di nitroglicerina  aiutano a contrastare la formazione di ulcere sulla pelle che, nel peggiore dei casi, rischiano di infettarsi.
Se si sospetta un caso di Raynaud, il medico potrebbe prescrivere un’analisi del sangue per capire se il fenomeno è causato da una patologia non diagnosticata. In caso negativo, l'unica terapia possibile consiste nell'apportare dei piccoli adattamenti al proprio stile di vita per minimizzare il rischio di attacchi, come evitare di esporsi a temperature troppo basse, indossare abiti pesanti e imparare a gestire lo stress. Buona norma sarebbe anche smettere di fumare: il fumo riduce il diametro dei capillari sanguigni e c’è il rischio che aumenti la severità degli attacchi.

Come agire, però, in sede di manicure e pedicure? Te lo spieghiamo a pagina 68 di Nailpro.

Tags: Nail Clinic

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