Consigli e approfondimenti sul mestiere di onicotecnico,
la gestione del centro nail e il rapporto con la clientela.

Dire Quasi La Stessa Cosa

Dire Quasi La Stessa Cosa

In un settore caratterizzato dalla disinformazione dilagante come quello delle unghie, è estremamente importante che tu, onicotecnica professionista, qualificata e certificata, conosca perfettamente ciò di cui parli e sia in grado di comunicarlo correttamente a chi hai di fronte. Prima di tutto, devi conoscere a menadito l’anatomia dell’unghia, saper descrivere i processi chimici che avvengono nei prodotti che usi e comunicare le tue procedure sanitarie in modo accurato e dettagliato.

In fondo, le clienti si rivolgono a te perché tu hai delle conoscenze e delle competenze che loro non hanno. Sfortunatamente, però, chi lavora sulle unghie (a vario titolo!) si ritrova spesso a utilizzare termini sbagliati o a diffondere falsi miti, contribuendo ad abbassare la percezione di professionalità di un mestiere già di per sé poco tutelato. La differenza tra una vera professionista e un'onicotecnica improvvisata, insomma, si deduce anche dal suo modo di esprimersi e di parlare del suo lavoro. Abbiamo stilato una piccola lista dei termini usati più a sproposito nel settore nail: cerchiamo allora di capire cosa dire e cosa non dire - e perché non dirlo!

LAMINA UNGUEALE
NON: Letto Ungueale
I termini lamina ungueale” e “letto ungueale” non sono intercambiabili. E no, non è una questione che si possa discutere: si tratta di incontrovertibili nozioni di anatomia di base. Ciononostante, parecchie onicotecniche (e persino qualche educatrice) usano questi termini  come fossero sinonimi, sbagliando in pieno.
Non possiamo chiamare la pelle “ossa” e le ossa “pelle”: i due termini indicano cose diverse, che svolgono funzioni diverse (sebbene in relazione tra loro); lo stesso vale per la lamina ungueale e il letto ungueale. 
Il letto ungueale è la porzione di pelle che si trova sotto la lamina ungueale e che contiene i capillari sanguigni che forniscono il nutrimento necessario alla punta del dito. La lamina ungueale (talvolta chiamata "piatto ungueale") è invece il duro rivestimento di cheratina sul quale lavorano le onicotecniche. Nella maggior parte dei casi, dunque, il termine da usare quando si parla di ricoperture, ricostruzioni o laccature è “lamina”, non "letto".

EPONICHIO
Non: Cuticole
Tra i termini che vengono usati più a sproposito al tavolo da manicure troviamo “cuticola” - che, non a caso, è il soggetto di uno dei più famosi falsi miti del mondo del nail: “Mai tagliare le cuticole!”. Da un punto di vista tecnico, questa regola è completamente sbagliata e ripeterla all’infinito non serve proprio a niente e a nessuno. Rischia, anzi, di far preoccupare la cliente che dovesse vedere l'operatrice tirare fuori dal cassetto le temute tronchesine e avvicinarsi alla "zona tabù".
L'eccesso di cuticola può, e in alcuni casi deve, essere tagliato; ciò che non va assolutamente rimosso è piuttosto l'eponichio, ovvero il lembo visibile della piega ungueale prossimale. L’eponichio è una porzione di pelle viva che protegge la matrice ungueale dalle infiltrazioni batteriche, mentre la cuticola altro non è se non un sottile strato trasparente di pelle morta che fa capolino da sotto l’eponichio. Durante un servizio, l’eponichio va solamente spinto indietro con delicatezza mentre, all'occorrenza, le cuticole possono essere tagliate senza problemi, specie quando rischiano di ostacolare la corretta adesione di smalti e prodotti da ricostruzione.

Scopri gli altri termini usati più a sproposito nel mondo nail a pagina 84 di Nailpro.

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